sabato 3 dicembre 2016

Il match Carlsen-Karjakin (WCC2016) e il futuro del gioco rapido negli scacchi


Il match Carlsen-Karjakin probabilmente segnerà il punto di svolta verso un maggiore utilizzo del gioco "Rapid". Con il punteggio di 9 a 7, il norvegese Magnus Carlsen si è confermato campione del mondo 2016, uscendo dalle prime 12 partite in parità per poi imporsi con decisione negli ultimi quattro incontri di tie-break con cadenza rapida (25' a testa + 10'' a mossa). Tutte le partite commentate, in inglese, sono disponibili a questo link di chess.com.



Ovviamente c'è chi brontola, gli scacchi veloci non sono i "veri" scacchi, non avremmo mai visto una conclusione come Dh6! in una partita a tempo lungo, ecc.
Se però pensiamo che anche altri sport si sono evoluti nel tempo per adattarsi alle prestazioni crescenti degli atleti (mi viene in mente il basket e il tiro da tre punti), forse non è così sbagliato ipotizzare e accogliere questo scenario.
La preparazione teorica dei giocatori top è ormai a livello stellare e lo scontro sportivo tra due campioni è principalmente a livello mentale, psicologico e fisico.
Se chiediamo a chi ha seguito il match se ricorda più facilmente la mossa decisiva dell'ultima partita rapid o la mossa decisiva in cui Carlsen ha pareggiato nella decima partita a tempo lungo, penso che la risposta sia scontata. Dh6 ci ha sorpreso, emozionato, seppure in posizione ormai superiore per Carlsen. E' il gol in acrobazia che ha decretato la chiusura in bellezza del match. 
Certo, lo scontro tra questi due titani non si riduce solo a questo. Nonostante le diffuse critiche di gioco poco spettacolare, a me questo match incerto fino alla fine è piaciuto. Non è la singola partita ad avermi impressionato (anche se più di una volta sono stato alzato oltre l'una di notte per vedere come andava a finire), ma il confronto complessivo tra i due giocatori. Se Carlsen fosse andato subito in vantaggio con due nette vittorie, il match mi avrebbe annoiato, sarebbe stata una esibizione di tecnica.

Un'altra critica che leggo e sento spesso verso il gioco rapido è che dovrebbe introdurre una certa aleatorietà di risultato e quindi non rispecchiare la reale forza di gioco dei giocatori. In realtà chi è più forte lo è anche nel gioco rapido, Carlsen lo ha dimostrato anche nel match blitz con Nakamura, super specialista del gioco lampo. Anzi, le differenze sportive nel gioco rapido si accentuano. I pezzi e la scacchiera sono sempre gli stessi, le regole sempre le stesse, quello che cambia è la velocità nel prendere decisioni. Velocità di calcolo, di accesso ai pattern memorizzati nel cervello, di reazione in situazioni critiche. Velocità e talento.

Gli spettatori vogliono vedere azione, incertezza, provare emozioni. Vogliamo vedere il lato umano dei giocatori, la performance, non solo la preparazione del team teorico che hanno dietro le spalle. 
Questo è quello che il gioco rapid può offrire al futuro degli scacchi.

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